Alzare un braccio non è un movimento solo
La spalla è l'articolazione più mobile del corpo e paga questa libertà con una stabilità ridotta. Per alzare il braccio servono almeno quattro articolazioni che collaborano: la testa dell'omero nella sua cavità, la scapola che scivola sul torace, la clavicola che ruota alle due estremità.
Se una smette di fare la sua parte, le altre compensano — e il conto lo paga il tendine che passa nello spazio più stretto. In una spalla sana, quando alzi il braccio la testa dell'omero ruota automaticamente verso l'esterno e si abbassa di qualche millimetro per lasciar passare il tendine. Se quella rotazione automatica si perde, il tendine sbatte a ogni movimento. Migliaia di volte al giorno.
Le tre situazioni più frequenti
Il tendine del sovraspinato viene compresso nello spazio tra la testa dell'omero e l'acromion ogni volta che alzi il braccio. Il segno tipico è il dolore in una fascia intermedia del movimento: sotto non fa male, sopra spesso nemmeno. Fa male prendere qualcosa da uno scaffale alto, pettinarsi, dormire sul lato. Il braccio si alza tutto, ma con fatica. Nella maggior parte dei casi non c'è nulla di rotto: è un problema di scorrimento e di controllo del movimento. Ed è esattamente per questo che risponde bene al trattamento.
La cuffia è il gruppo di quattro muscoli profondi che centrano la testa dell'omero. Quando un tendine è sofferente il dolore compare soprattutto caricandolo: contro resistenza, sollevando pesi, portando la spesa. Il capo lungo del bicipite dà invece un dolore più anteriore, che il paziente localizza con un dito. Nota importante: dopo i 50 anni le lesioni parziali della cuffia si trovano frequentemente anche in chi non ha alcun dolore. Trovarne una in ecografia non significa automaticamente che sia quella la causa dei sintomi.
Qui è la capsula articolare che si retrae, ed è un problema diverso dagli altri due. Il segno distintivo: la spalla non si muove nemmeno se la muovo io al posto tuo. Negli altri casi, se rilasci il braccio e lo muovo passivamente, il movimento c'è. Nella capsulite no — c'è un blocco meccanico vero, particolarmente evidente nella rotazione esterna. Evolve in tre fasi: dolorosa, di rigidità, di recupero, per un totale tipico di 12-18 mesi.
Il test che puoi fare a casa
Siediti, lascia il braccio completamente morbido e fattelo alzare da qualcun altro, senza che tu partecipi al movimento. Se in questo modo il braccio sale molto più in alto di quando lo alzi da solo, il problema è tendineo o muscolare. Se resta bloccato comunque, e soprattutto se non riesci a ruotare l'avambraccio verso l'esterno tenendo il gomito al fianco, il sospetto si sposta sulla capsulite. Non è una diagnosi — è un'indicazione che cambia completamente il piano di lavoro.
Il dolore alla spalla che non viene dalla spalla
È un punto su cui insisto sempre, perché evita mesi persi. Il dolore percepito sulla spalla può arrivare da altrove:
Dal collo
Un'irritazione delle radici cervicali basse proietta dolore esattamente sulla spalla e sul braccio. Indizio utile: il dolore cambia muovendo il collo, non la spalla.
Dai visceri
Diaframma, fegato e cistifellea proiettano sulla spalla destra attraverso il nervo frenico. Un dolore alla spalla destra che compare dopo pasti grassi merita un approfondimento medico.
Dal cuore
Un dolore alla spalla o al braccio sinistro che compare sotto sforzo e passa con il riposo, magari con affanno o sudorazione, va valutato con urgenza. Non è materia di fisioterapia.
Come la valuto e come la tratto
La valutazione parte sempre dal confronto tra movimento attivo e passivo, perché è il dato che separa le grandi categorie. Poi verifico come si muove la scapola, testo i singoli tendini della cuffia, controllo la cervicale e le prime coste, e osservo la postura complessiva: una spalla chiusa in avanti su un torace cifotico ha strutturalmente meno spazio a disposizione.
Il trattamento combina terapia manuale per recuperare lo scorrimento articolare e ricentrare la testa dell'omero, lavoro osteopatico su torace, coste e cervicale (che sono la base d'appoggio della spalla), laser Nd:YAG o tecarterapia nelle fasi in cui il dolore limita troppo il movimento, ed esercizio progressivo — che è la parte che determina il risultato a distanza. Un tendine si rinforza con il carico graduale, non con il riposo.
Sui tempi: un conflitto trattato bene migliora in genere in quattro-sei settimane. Una tendinopatia richiede più pazienza, perché il tendine si adatta lentamente — tipicamente tre mesi di lavoro con esercizi. La capsulite ha i suoi tempi biologici e non si scavalcano: quello che si può fare è ridurre il dolore, limitare la perdita di movimento nella fase intermedia e accorciare il recupero finale. Forzare aggressivamente nella fase dolorosa peggiora il quadro.
Quando serve prima il medico
- Dolore alla spalla sinistra che compare sotto sforzo, con affanno o sudorazione
- Impossibilità totale di sollevare il braccio dopo un trauma o una caduta
- Deformità visibile della spalla dopo un trauma
- Dolore con febbre, rossore e gonfiore importante
- Perdita di forza rapida e progressiva del braccio
Perché fa più male di notte
Di notte manca il movimento che favorisce la circolazione locale, la posizione sdraiata riduce lo spazio subacromiale e la compressione diretta sul fianco irrita il tendine. Dormire sul lato sano con un cuscino sotto il braccio dolente, in modo che non cada in avanti, aiuta parecchio già dalla prima notte.