Patologie 1 marzo 2026 Marco Turchetta

Mal di schiena: le 5 cause più frequenti (e come riconoscerle)

Il mal di schiena è la prima causa di disabilità nel mondo occidentale. In Italia, l'80% delle persone ne soffre almeno una volta nella vita. Eppure spesso viene gestito in modo identico indipendentemente dalla causa — con antidolorifici, riposo e massaggi. Il risultato? Passa, poi torna. Perché la causa non è mai stata trovata.

Il primo step per risolvere davvero il mal di schiena è capire di che tipo di mal di schiena si tratta. Non è sempre la stessa cosa — e il trattamento cambia radicalmente a seconda della causa. Ecco le cinque cause più frequenti che tratto ogni giorno nel mio studio a Pontecorvo.

1. Lombalgia muscolare da sovraccarico o postura

È la forma più comune in assoluto. Ore in posizione seduta, movimento ripetuto scorretto, uno sforzo improvviso — il muscolo para-vertebrale va in spasmo per proteggere la colonna. Il dolore è diffuso, peggiora con i movimenti, migliora con il riposo.

Come si riconosce: dolore muscolare alla schiena senza irradiazione alla gamba, spesso con punto doloroso preciso alla palpazione, peggioramento con la flessione o l'estensione. Nessun sintomo neurologico.

Come si tratta: risponde molto bene alla terapia manuale e alla tecarterapia in poche sedute. L'errore tipico è limitarsi al trattamento del sintomo senza correggere la causa posturale — che porta le recidive.

2. Ernia del disco con o senza sciatalgia

L'ernia del disco lombare è la causa più temuta — ma spesso meno grave di quanto si pensi. Il nucleo polposo del disco fuoriesce e può comprimere una radice nervosa, generando il classico dolore che scende lungo la gamba (sciatalgia).

Come si riconosce: dolore alla schiena con irradiazione alla gamba, spesso oltre il ginocchio. Può esserci formicolio, bruciore o debolezza nella gamba o nel piede. Peggiora con la tosse, gli starnuti e la posizione seduta prolungata.

Come si tratta: nella maggior parte dei casi risponde bene al trattamento conservativo. Terapia manuale per ridurre la pressione discale, laser Nd:YAG per l'infiammazione radicolare, esercizi di stabilizzazione progressiva. La chirurgia è necessaria solo in una minoranza di casi.

3. Artrosi lombare (spondiloartrosi)

La degenerazione delle articolazioni della colonna lombare è una delle cause più frequenti di dolore cronico alla schiena negli over 50. Le faccette articolari si infiammano, si formano osteofiti (becchi ossei), lo spazio si riduce.

Come si riconosce: dolore lombare cronico con rigidità mattutina (dura oltre 30 minuti), peggioramento con l'estensione della schiena e con la stazione eretta prolungata, miglioramento con il movimento dopo il riscaldamento.

Come si tratta: l'artrosi non si inverte, ma si gestisce molto bene. Il rinforzo muscolare è il fattore più importante — una muscolatura forte scarica le articolazioni degenerative. Tecarterapia e magnetoterapia riducono l'infiammazione e il dolore. L'obiettivo è mantenere la funzione e la qualità della vita.

4. Sindrome faccettaria

Le faccette articolari sono le piccole articolazioni posteriori che collegano le vertebre. Quando si infiammano — per artrosi, per un movimento brusco o per una postura scorretta prolungata — generano un dolore specifico che si distingue dalla lombalgia muscolare.

Come si riconosce: dolore lombare che peggiora con l'estensione della schiena (piegarsi all'indietro) e con le rotazioni. Spesso unilaterale o con una componente glutea. Migliora in flessione e in posizione seduta con la schiena dritta.

Come si tratta: le manipolazioni vertebrali e le mobilizzazioni specifiche sono le tecniche più efficaci per la sindrome faccettaria acuta. Il laser Nd:YAG riduce l'infiammazione locale. In fase cronica, il rinforzo del core è fondamentale per prevenire le recidive.

5. Lombalgia posturale da squilibri delle catene muscolari

È la causa più sottovalutata. Nessuna ernia, nessuna artrosi, nessuna alterazione visibile alla RMN — eppure il dolore c'è, spesso da anni. È il segnale di uno squilibrio nelle catene muscolari: alcuni muscoli troppo corti e retratti, altri troppo deboli. La catena muscolare posteriore — dall'occipite ai talloni — è quella più frequentemente coinvolta.

Come si riconosce: dolore diffuso, che cambia posizione, che migliora e peggiora in modo poco prevedibile. Spesso associato a stress, affaticamento o periodi di sedentarietà. Gli esami strumentali sono negativi o mostrano alterazioni non correlabili con i sintomi.

Come si tratta: è la condizione che risponde meglio al Metodo Mézières e all'osteopatia. Il lavoro sulle catene muscolari globali, con posture mantenute e respirazione specifica, porta spesso a risultati duraturi che anni di massaggi non hanno ottenuto.

Come faccio la diagnosi nel mio studio

La prima seduta dura circa 60 minuti. Racconto la tua storia clinica in dettaglio — quando è iniziato il dolore, cosa lo peggiora e cosa lo migliora, i tuoi precedenti infortuni e interventi, le tue abitudini posturali. Poi eseguo una valutazione clinica con test specifici per la colonna lombare.

Solo dopo la valutazione so di che tipo di lombalgia si tratta — e posso costruire un percorso che abbia senso. Non esiste un protocollo standard che funziona per tutte le schiena. Esiste il tuo problema specifico, con la sua causa specifica.